La cultura della sicurezza, purtroppo un optional non installato anche in molti ciclisti. E si che i ciclisti sono fra gli utenti della strada più deboli, per cui dovrebbero avere un occhio di riguardo in più non solo per la sicurezza attiva, ma anche per quella passiva.
Questa mia considerazione nasce da quanto ho letto in due post sul blog di ciclistica.it. Il primo relativo ad una ciclista multata per essere passata col semaforo rosso, il secondo invece che parla dell'obbligo da questa settimana di indossare di notte fuori città e nelle gallerie anche in città un giubbino o delle bretelle ad alta visibilità (quindi omologate a norma EN).
Andiamo per gradi.
Il semaforo rosso: passare col rosso, oltre che un'infrazione al codice della strada che sai benissimo di fare e per cui se vieni multato dovresti avere al buona creanza di startene zitto (altrimenti scendi al livello di molti automobilisti che beccati con le mani nel sacco per aver superato i limiti di velocità fanno ricorso attaccandosi a cavilli per non pagare...), specie in città è estremamente pericoloso. Spesso la visibilità negli incroci è tutt'altro che ottimale, e nessuno può garantire al di là di ogni ragionevole dubbio che dalla via laterale arrivi qualcuno in piena velocità perchè giustamente ha il verde. Quindi qualsiasi rimostranza per essere stati multati ha solo il sapore della classica frignata italiota di quello abituato a fregarsene di leggi e anche del buonsenso.
Il giubbino ad alta visibilità: per quanto mi riguarda non posso che essere d'accordo. Da anni quando acquisto abbigliamento da bici faccio in modo di sceglierlo in colori che si notino a distanza, ad esempio di un bel giallo luminoso e vistoso, seppure lo utilizzi poi solo di giorno. Perchè essere visti in anticipo è di fondamentale importanza, dato che troppo spesso automobilisti e camionisti tendono ad ignorare chi è più piccolo dei loro mezzi (moto, scooter e bici).
Quante volte in occasione di rimostranze fatte ad automobilisti indisciplinati mi sono sentito rispondere "non ti avevo visto"? Troppe.
Figuriamoci di notte.
Un'ultima considerazione: chi in quel blog ha sostenuto posizioni "anti" spesso coincide con chi gira in città con le cosiddette "fisse". Ovvero biciclette che in pratica sono bici da pista, con scatto fisso e SENZA FRENI.
Per cui con mezzi completamente irregolari per la normale circolazione su strada. Già lo sono bici da corsa e mountain bike, che come escono di fabbrica sono sprovviste di fanali, parafanghi e spesso anche catarifrangenti. Figuriamoci una fissa che non ha manco i freni... e molto spesso proprio i "fissati" sono quelli che se ne strafregano delle più elementari norme di circolazione, prima ancora che dettate dal codice della strada suggerite invece dal buonsenso e dall'intelligenza.
Perchè comportarsi come il peggiore degli automobilisti, specie considerando il fatto che in caso di incidente è il ciclista ad avere la peggio?
E' così difficile pensare in primis alla propria sicurezza? O la propria voglia di prevaricare sugli altri, fare i padroni della strada a tutti i costi, deve prevalere in ogni modo?
Invece che per manovre idiote, facciamoci notare solo con la nostra visibile presenza, in modo da aumentare la nostra sicurezza.
E usiamo anche questo benedetto casco...
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che dire ..sono perfettamente allineato a ciò che dici.
RispondiEliminaPurtroppo anche qui è un difetto tutto italico, il ragazzino(ma non solo)sul motorino col casco slacciato, il pirla con la cintura non agganciata o peggio con i bambini in giro per la macchina, ecc..
va bene, d'accordo. però così si rovescia il problema: se mi metto degli occhiali scuri e poi dico che non sei visibile, ha più senso che ti obbligo a diventare fosforescente o che io mi tolga gli occhiali scuri?
RispondiElimina@xpisp: recentemente mi e' capitato di vedere, a bordo di un suv, un bambino di pochi mesi in braccio al passeggero a fiancodel guidatore.
RispondiEliminaProva a pensare cosa sarebbe successo in caso di urto, con l'airbag che esplodeva addosso al bambino, sempre ammesso che non fosse finito nel parabrezza...
@frank: se ti metti gli occhiali scuri e' un problema che ti crei tu, ed e' comunque facilmente modificabile togliendoseli. L'oscurita' fa parte della natura ed e' modificabile dall'uomo solo con una maggiore illuminazione. Oppure vestendosi in modo adeguato per farsi vedere.
Suggerisco la lettura di quest'articolo (che riguarda le moto ma e' comunque sul tema):
@Snow a me capita di vedere bambini in giro per ogni tipo di auto, dalla panda(vecchio tipo) al megasuv, cosa che mi dimostra ancora una volta che la demenza è distibuita in egual misura nell'uomo.
RispondiEliminaLa cosa che mi fa rabbia è che 30anni fa non si sapevano queste cose e non c'erano i mezzi(seggiolini), oggi che si sanno... per chissà quale comodità o voglia di trasgressione si rischia di far diventare tragico anche un tamponamento banale!
La questione giubbino.. è proprio brutto, l'ho visto indossato spesso da motociclisti stranieri... però se servisse.
Io sono stato steso proprio perchè non visto e poco dopo ho perso un amico per lo stesso motivo, in entrambi i casi ... se l'autista avesse o meno gli occhiali da sole poco importava.
Invisibili nonostante un faro anabbagliante acceso davanti.
Oggi la mia moto ha un doppio faro ed è leggermente alto e fastidioso(era così da quando è arrivata) ma lo lascio così proprio perchè mi si veda..anzi volevo aggiungere altre luci.
Sul colore... il mio amico aveva la moto bianca e il casco chiaro... ma l'hanno steso ugualmente!
@Frank sai quante volte di sera o all'ora del tramonto trovo bici senza NESSUNA segnalazione luminosa a bordo di strade non illuminate?
Non ti parlo di quelle contromano, che escono dai semafori rossi o che non rispettano gli stop girando a dx ...tanto sono piccole, o altre infrazioni del codice, parlo di bici sulla strada totalmente al buio.
i fari li ho montati su tutte le bici che ho (compresa quella da corsa e la mountain bike) e li uso da moltissimo tempo; non solo, ma già da qualche mese mi sono procurato il giubbino riflettente. resta il fatto che anche di notte ho una visione notevolmente migliore se vado in bici che non quando uso l'auto: parabrezza e velocità riducono notevolmente la capacità di percezione. spostare tale problema sugli altri utenti della strada è come dire che il colpevole di un omicidio è quello che si è trovato sulla traiettoria del proiettile e non chi ha premuto il grilletto. un domani saremo obbligati ad andarcene tutti in giro col giubbotto antiproiettili perchè a volte nelle rapine in banca sparano?
RispondiElimina@Frank
RispondiEliminaMi sembra il discorso di chi non vede i suoi limiti ma trova solo quelli degli altri.
Da motociclista dotato di due potenti anabaglianti posso garantirti che la visibilità è spesso compromessa non dal parabrezza o dalla velocità ma da tanti fattori.
Ora, visto che la pelle la rischia di + chi sta su 2 ruote, forse avere le giuste accortezze non è sbagliato.
Anch'io devo portare un casco, un paraschiena, un giubbetto con imbottiture anche se vado a bere un caffè in tutta tranquillità.
Eppure posso garantirti che le cadute fatte per errore proprio sono minori a quelle causate da chi non "ci vede".
Tu i fari davanti e dietro li hai e quindi riduci tale probabilità, ma tutti quelli che trovo in giro su strade extraurbane senza nulla o magari con un misero catarifrangete sporco... sono dei suicidi veri e propri.
Indubbiamente il problema non esisterebbe se ognuno avesse i suoi spazi.
xpisp, il tuo mi sembra il discorso di chi non riesce a capire quel che si dice, ma risponde lo stesso solo per dire di aver ragione
RispondiEliminaVuoi che ti dica che hai ragione che si vede meglio a 10 km/h in bicicletta che in macchina a 70km/h?
RispondiEliminaIl tuo discorso mi sembra non comprensibile.
1° evidentemente ritieni che tutti abbiano preso le tue precauzioni(quindi il ciclista che stamattina ho visto alle 6, quindi al buio, in strada extraurbana senza nessuna segnalazione era l'eccezione che conferma la regola)
2° il fatto che tu vedi non ti esenta dal renderti il + evidente possibile.
La strada è fatta principalmente per le auto, studiata per le auto(altrimenti non si comprende il perchè dei tombini tutti messi dove si passa con la bici se si tiene la dx), percorsa da auto e camion.
Rendersi visibili è d'obbligo per una bicicletta come per ogni altro veicolo(compresi quelli che visto che ci vedono loro non accendono gli anabaglianti in galleria o dove previsto.
Un momento: la strada NON e' fatta per le auto, ma per una pletora di mezzi di trasporto. Che poi la filosofia dei nostri amministratori (locali e nazionali) sia esclusivamente autocentrica e' un altro discorso. Ma la strada e' di tutti, con qualsiasi mezzo, dal tir alla bici. E dobbiamo pretendere una strada sicura per tutti.
RispondiEliminaA parte il fatto che ho scritto "principalmente", ho poi anche aggiunto che è studiata per le auto visto come sono fatte(ricordo con "amore" le rigature dell'asfalto su certe curve fatte per aumentare la tenuta di auto e camion fottendosene del fatto che tutte le 2 ruote invece ne soffrivano).
RispondiEliminaBisogna anche dire che le strade dovrebbero essere fatte con i proventi delle tasse sul trasporto(bollo, tassa sui carburanti, ecc) che sono principalmente pagate da chi usa mezzi targati.
Giusto un esempio per contestare l'affermazione di Frank, Volvo ha studiato un sistema per evitare scontri e investire pedoni.
Immagino che tale sistema, come l'abs, come l'airbag, ecc, non sia gratis ma si paghi...e non poco.
Ora io potrei dire:"perchè devo pagare per preservare chi attraversa senza guardare, io rispetto i limiti e le strisce pedonali non ne ho bisogno!"
Trovo invece che qualsiasi strumento permetta una migliore convivenza sulle strade e una maggiore sicurezza debba essere presa.
Ovviamente con intelligenza...nel limite del possibile per chi legifera o per chi fa rispettare(vedi legge che obbliga ad avere sempre entrambe le mani sul manubrio!!!!)