martedì 13 aprile 2010

Ma come fai col freddo che fa?

Örebro, Svezia
Foto di Vitantonio dell'Orto, per gentile concessione dell'autore.
Diritti riservati appartenenti all'autore.

Ma come fai col freddo che fa?
E' la domanda che in tanti ti fanno quando dici che vai in bici a lavorare anche d'inverno. Ok, a Milano d'inverno fa freddo. Ma basta coprirsi adeguatamente, col solito trucco di vestirsi "a cipolla", ovvero a strati in modo da eliminare gli strati più esterni se ci si sente surriscaldati.
Ma cosa dovrebbero dire più a nord, ad esempio nella cittadina svedese di Örebro?
Qualche lettore potrebbe obiettare? Ma che cavolo di esempi vai a pescare? Una cittadina di 125mila abitanti, oltretutto in un paese decisamente freddo come la Svezia, dove le temperature sono basse per almeno 6 mesi l'anno e d'inverno vi è anche poca luce...
Non è un esempio sparato a caso. Perchè la città di Örebro è un ottimo esempio di mobilità alternativa all'auto. Sin dagli anni '50 la municipalità della città svedese ha visto nella bici una risorsa ed ha agito in tal senso. Nel 2000 circa il 40% degli spostamenti in città avveniva a piedi o in bicicletta (in bici il 23%, vale a dire che un cittadino su quattro si sposta in bici). E il comune nel 2007 ha fissato l'obiettivo del 50% di spostamenti a piedi o in bici.
Tutto questo è stato favorito da un'adeguata politica di sviluppo della rete di piste ciclabili (qui sotto la mappa cittadina). In caso di nevicata le piste ciclabili hanno la precedenza sulle altre strade riguardo alla rimozione della neve!
Nella cartina, le linee continue blu sono le piste ciclabili separate dalla strada con precedenza nella spalatura della neve, mentre quelle con la linea blu tratteggiata sono le piste che affiancano, pur rimanendo separate, le normali strade ed ugualmente vengono sgomberate dalla neve. Le linee continue rosse sono invece altre piste ciclabili, mentre quelle tratteggiate di ugual colore sono strade tranquille nelle quali le bici hanno speciale riguardo.
Un sondaggio svolto tra i cittadini di Örebro ha evidenziato che più del 50% dei cittadini vorrebbero limiti di velocità più bassi per le auto ed una maggiore estensione di mezzi alternativi (percorsi pedonali, bici e mezzi pubblici), il 30% vorrebbe meno auto e solo il 17% ne vorrebbe di più. Il che significa che se si offrono valide alternative ai cittadini le auto facilmente resterebbero in garage, e che le condizioni climatiche non sono una difficoltà insormontabile.
Ma forse e' quello di cui hanno paura i nostri amministratori, fra i quali quelli imparentati con dei petrolieri? Eppure ne avremmo solo da guadagnare...

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