giovedì 15 ottobre 2009

Milano e la bici



A Milano vogliono così bene alla bicicletta che:
1) la Seigiorni prevista nel corso della Fiera del Ciclo non si farà per "motivi organizzativi"
2) il Giro d'Italia 2010 non passerà per Milano nemmeno con un arrivo di tappa.

venerdì 9 ottobre 2009

Mi sento leggermente preso in giro

Sono ormai passate esattamente tre settimane dal mio incidente in bici. I dolori dovuti alla botta ci sono ancora, soprattutto se mi sdraio a letto faccio fatica a trovare una posizione cosiddetta "antalgica", e mi sveglio più volte per notte con il torace dolorante, inoltre non riesco a fare forza con il braccio sinistro perche' mi fa subito male la spalla.
L'altro giorno, andando in ufficio, mi imbatto in questo manifesto affisso dal comune di Cernusco sul Naviglio:

Visto quello che mi e' successo, ovvero cadere e farmi male su di una pista ciclabile a causa di come e' mal tenuta, mi sono sentito proprio preso in giro...
Oltretutto il manifesto lascia passare un messaggio ben poco educativo. Anziche' insegnare agli automobilisti a rispettare i ciclisti per strada, il ciclista deve essere cacciato nella riserva indiana della pista ciclabile. Il tutto perche' il manovratore (in questo caso l'automobilista) non deve essere importunato e deve fare ciò che vuole nel suo regno, ovvero la strada, dove deve poter dominare indisturbato.

venerdì 25 settembre 2009

La forcella piegata

La vista dal davanti


La vista da dietro.
Incredibilmente la ruota non ha subito danni.

giovedì 24 settembre 2009

Constatazione dei danni

Oggi ho potuto dare un occhio alla bici, danneggiata nel fattaccio del 18 settembre. A quanto pare il danno è limitato alla forcella storta, che però è danneggiata piuttosto seriamente e sarà sicuramente necessario sostituirla. Il telaio non pare aver subito alcun danno.
A livello fisico i dolori invece si sentono ancora, specie quando finisce l'effetto dell'antidolorifico. Sia ieri mattina che stamattina alle 4 ero sveglio... la cosa strana e' che se mi fa male il torace non mi fa male la spalla, e viceversa.
Speriamo passino presto...

lunedì 21 settembre 2009

Uno va a lavorare in bici...

... si fa tranquillamente l'attraversamento dell'intera città di Milano, poi prende la pista ciclabile della Martesana. Arriva a Cernusco sul Naviglio, all'altezza del parco degli Alpini, dove la ciclabile pare essere una pista nel paesaggio afghano, da quanto è devastata dalle buche. Una ciclista, nei pressi del ponte, procede lentamente in direzione opposta alla mia. Spunta rapidamente un ragazzo in mountainbike che la sorpassa, ma la sua traiettoria punta dierettamente verso di me, complici anche le buche che lui cerca di schivare. Sto andando intorno ai 25 orari, freno. La ruota posteriore si blocca e la bici sbanda. Siamo sempre più vicini, altra frenata secca mentre cerco di evitare l'impatto spostandomi sulla mia destra. Purtroppo anche lui punta nella stessa direzione. Esco dalla pista finendo nell'erba, lo stesso accade anche per lui e l'impatto stavolta arriva.
La bicicletta si ferma per terra, io finisco ad un paio di metri di distanza, cadendo pesantemente sulla spalla sinistra. Mi manca il respiro, e faccio subito le previsioni più funeste: "una costola si è rotta e mi ha bucato il polmone". Non riesco a muovere la spalla. Intanto la ragazza concausa dell'incidente ha proseguito come nulla fosse successo, mentre un altro ciclista invece si è fermato. Lo stesso fa una ragazza che faceva footing e che avevo superato poco prima.
Il ragazzo con il quale ho avuto l'incidente si è rialzato subito ed è venuto a vedere come stavo. Dopo qualche minuto trascorso sdraiato per terra mi rialzo doloraante: il respiro è ora normale e riesco a muovere il braccio. Chiamo un collega in azienda e mi faccio venire a prendere, la bicicletta purtroppo è inutilizzabile dato che la forcella anteriore si è piegata, rendendo impossibile il montaggio della ruota che nel botto era saltata via.
Arrivato in ufficio però tornano i dolori, faccio più fatica a muovere il braccio sinistro e il torace duole. A quel punto anziché sedermi alla scrivania decido di andare al pronto soccorso...
Fortunatamente di fratture non ce ne sono, solo contusioni multiple. Tutto si risolve con 5 giorni di prognosi, anche se a 3 giorni di distanza i dolori di tanto in tanto si fanno sentire.
Morale: le piste ciclabili sono più pericolose delle normali strade :-)

mercoledì 16 settembre 2009

Tour de France?

venerdì 22 maggio 2009

Di bene in meglio

Ormai ho passato i 600 km da quando ho ricominciato l'uso della bici da corsa: una sessantina in un paio di domeniche, il resto nel percorso casa-ufficio e viceversa, che ormai faccio due volte la settimana. Settimana prossima quasi quasi provo a farlo tre volte...
La media oraria si è alzata di più di un km/ora. La prima volta era poco più dei 22 km/h, ora e' difficile scendere sotto i 24 orari (media calcolata dal computerino che esclude le soste), pur procedendo tranquillamente. Viaggio mediamente intorno ai 27/28 orari con il minimo sforzo, segno che le gambe girano e rispondono bene.
Stamattina i 27 km li ho fatti in un'ora e 10 secchi, comprese alcune soste per scattare un pò di foto. Se penso che rispetto ad un mese fa il tempo di viaggio si è ridotto di ben 10 minuti... e per giunta arrivando a destinazione sempre meno stanco.

giovedì 21 maggio 2009

La festa della bici

Se avessimo degli amministratori lungimiranti e soprattutto intelligenti, si potrebbe approfittare dell'arrivo del Giro d'Italia a Milano per organizzare una vera e propria festa della bici della durata di una giornata intera.
Una giornata in cui la circolazione dei mezzi a motore sia vietata (tranne che per mezzi pubblici, taxi e mezzi di soccorso) senza deroghe di alcun tipo, pedalate collettive in varie zone della città, stand dove magari si insegna la manutenzione della bici e dove si rimettono gratuitamente a posto bici vecchie col solo pagamento dei pezzi di ricambio. Insomma, un giorno intero nel quale la bici e soprattutto chi vi pedala sopra è il padrone incontrastato della città, in attesa dell'arrivo del Giro d'Italia.
Lo so, è un'utopia. Non lo faranno mai: è troppo pericoloso. Non per i ciclisti, non per i milanesi. Ma per gli amministratori che sono i notai e gli esecutori materiali di quanto c'è nella testa di fabbricanti di auto e petrolieri, di assicuratori e di tutto quanto gira intorno al mondo dell'auto.
Perchè una giornata simile avrebbe un grosso potere: quello di far capire ai milanesi che in città si può vivere molto meglio (e anche più rapidamente!) se si lascia a casa l'auto e si usa la bici.
E' troppo pericoloso lasciare che il popolo diventi libero di scegliere come muoversi meglio. Ci preferiscono intruppati in code senza fine, nelle quali bruciamo soldi e tempo di vita coi motori accesi, che esalano veleni per la nostra salute.
E' troppo pericoloso lasciare la città in mano ai cittadini, seppure siano loro i veri proprietari e gli amministratori i loro dipendenti, quando invece vogliono farci credere il contrario, ovvero che sindaco, assessori e consiglieri comunali siano i nostri capi.
Sarebbe bello se almeno le varie associazioni (penso a Ciclobby, Fiab e similari) si svegliassero un pò e guardassero al di là dei loro momenti autoreferenziali.

Noi abbiamo una possibilità: iniziare nel nostro piccolo una giornaliera festa della bici, affrancandoci dall'auto in città.

lunedì 18 maggio 2009

La scoperta dell'acqua calda

Ovvero che girare in bici a Milano è pericoloso: questo è accaduto ieri al Giro d'Italia.
E i corridori non avevano torto: binari dei tram paralleli al senso di marcia, buche mal segnalate, mancate transennature sostituite da coni (tipo quelli per lavori in corso), attraversamenti di binari rialzati di qualche centimetro rispetto al piano stradale, auto in sosta selvaggia, il selciato di piazza Lega Lombarda in condizioni che neanche la Parigi-Roubaix ha.
Ma è il normale paesaggio di tutti i giorni per un qualsiasi ciclista urbano milanese: e questo la dice lunga su quanto il comune fa per la mobilità ciclistica, al di là del bike sharing (che i ciclisti urbani non usano...) e delle chiacchere su inesistenti piste ciclabili.
E poi dicono che è la bici ad essere pericolosa... peccato che sia in realtà il contrario, ovvero che ti costringono ad andare in bici in condizioni pericolose.

mercoledì 13 maggio 2009

Ma quanto mi costi?

L'americano tipo dedica ogni anno alla propria auto più di 1600 ore: ci sta seduto, in marcia e in sosta; la parcheggia e va a prenderla; si guadagna i soldi occor­renti per l'anticipo sul prezzo d'acquisto e per le rate men­sili; lavora per pagare la benzina, i pedaggi dell'auto­strada, l'assicurazione, il bollo, le multe. Ogni giorno pas­sa quattro delle sue sedici ore di veglia o per la strada o occupato a mettere insieme i mezzi che l'auto richiede.
(Ivan Illich, Energia ed equità)

Avevate mai pensato a quanto dovete lavorare per mantenere un'auto? Qualcuno ha provato a calcolarlo: nella migliore delle ipotesi la vostra bella macchinina vi porta via lo stipendio di due mesi di lavoro. L'anno scorso valutai la possibilità di prendermi uno scooter usato per andare al lavoro: facendo due conti, solo con bollo ed assicurazione mi sarei potuto permettere di comprarmi una bella bici nuova ogni anno. E vi erano poi da aggiungere i costi di acquisto, di manutenzione e di carburante. Ed era solo uno scooter...

Ieri tornando a casa

Un paio di scatti effettuati ieri mentre tornavo a casa in bici dall'ufficio (ormai, tempo permettendo, ci vado due volte la settimana)

germani a spasso a Cernusco sul Naviglio



Vimodrone o Venezia?

Ridateci Torriani!

I giornali non smettono di incensare il Giro d'Italia.
Ma mai come ques'anno il Giro cade nel patetico: la tappa di ieri, arrivo a San Martino di Castrozza, conclusa praticamente in volata. Del resto la salita non superava mai l'8% di pendenza.
E oggi all'Alpe di Siusi la pendenza media non supera il 9%, solo in un piccolo tratto si arriva all'11%.
La tappa barzelletta e' la settiman, la Innsbruck-Chiavenna, quella col passo del Maloja. passo che viene affrontato dal versante svizzero, che ha una pendenza media dello 0,9% (si, zerovirgolanove percento), per l'arrivo seguente in discesa a Chiavenna.
Chi ha in mente le gesta di Fausto Coppi penserà che la Cuneo-Pinerolo, decima tappa, sia veramente impegnativa. Peccato che ricordi quella mitica tappa del Giro 1949 sono per le località di partenza ed arrivo, perchè invece il percorso è differente: si scaleranno solo Moncenisio e Sestriere, salite tutt'altro che proibitive.
Anche nella 12ma tappa, la crono con arrivo a Riomaggiore, le salite non superano il 10% di pendenza.
La 14ma tappa arriva al San Luca, il colle che domina Bologna; salita normalmente percorsa, e più volte, nel giro dell'Emilia e tutt'altro che difficile. Sul sito della gazzetta viene definita come tappa di alta montagna (sull'appennino tosco emiliano? bah...) con arrivo in salita, ma non mettono i dettagli delle salite. Forse se ne vergognano...
La 16ma tappa, la Pergola-Monte Petrano, pare più movimentata, ma anche li' le salite non presentano soverchie difficoltà, solo piccoli tratti a pendenze superiori all'11%.
La diciassettesima tappa dovrebbe in teoria essere difficile, con la cronoscalata da Chieti al Blockhaus. Tappa che però è già stata accorciata di 2 km e che rischia l'annullamento per neve.
Ultima tappa di alta montagna (si fa per dire, con l'arrivo a 1000 metri di quota...) la terzultima che giunge al Vesuvio, con una salita finale di pendenza media inferiore al 9%.

E questo lo chiamate un Giro d'Italia? Rivoglio Enzo Torriani... altro che Zomegnan!

martedì 12 maggio 2009

La profezia di Nostradamus

http://umarells.splinder.com/post/20512924/LA+PROFEZIA+DELL%27UMARELL%0A%0AOrde

Uno dice: lascio la strada e attraverso il parco

Lasciare il caos della strada per attraversare in bici un parco: lo scopo è quello di sfuggire temporaneamente alla morsa del traffico. Lasciando perdere gli orari, specie pomeridiani, nei quali i parchi sono affollati di bambini, l'ideale sarebbe la mattina. Dico sarebbe perché bisogna fare i conti con due personaggi che affollano il parco cittadino, lembo più o meno verde strappato al cemento: il cane con relativo padrone.
Nei parchi milanesi, presso gli ingressi vi è un bel cartello che specifica in italiano ed inglese che i cani devono:
1) essere tenuti al guinzaglio al di fuori delle aree riservate
2) essere provvisti di museruola
Basta addentrarsi in un qualsiasi parco alle 7 di mattina per scoprire che la realtà è ben diversa: già cani e padroni sono ben lontani dalle aree riservate (e non c'è scusa "manca l'ombra" che tenga: alle 7 di mattina nemmeno a luglio il sole picchia così forte da risultare insopportabile). Il cane poi è solitamente distante dal suo padrone di alcuni metri, e non è nemmeno collegato ad esso da quello che dovrebbe essere obbligatorio, ovvero il guinzaglio. Figuriamoci poi la museruola, vero oggetto misterioso.
L'improvvido ciclista che volesse avventurarsi nel parco viene guardato con sospetto dal padrone del cane, evidentemente trasformatosi in animale molto più territoriale del quattro zampe amico dell'uomo. Come ti vede arrivare fischia per chiamare il suo cane, il quale arriva in corsa piombando esattamente davanti alle tue ruote, e costringendoti ad inchiodare. E se provi a dire qualcosa il padrone del cane ti inveisce contro "questa non è una pista!". Non importa se andavi veramente piano e avevi le mani già sui freni perché sapevi in anticipo cosa sarebbe accaduto. A sentire loro il ciclista ha torto per definizione.

La sinistra (?) e la mobilità

Qualche giorno fa, tg3 Lombardia delle 19,30, intervista a Emanuele Fiano (PD).
L'esponente della sinistra (?) parla di mobilità, alla quale dice di tenere molto. Il che, come esplica, significa costruire nuove strade: Tangenziale esterna di Milano, Bre-Be-Mi, Pedemontana.
Nuove strade che avranno come effetto il richiamare nuovo traffico, che presto si congestioneranno, creando nuova (im)mobilità.
Che differenza c'è tra il suo pensiero e quello del PDL? Non sono la stessa identica cosa? Nuove strade che creano nuovi appalti, che fanno vendere nuove auto, che fanno consumare sempre più carburante creando nuovo inquinamento e ben presto creeranno nuove code, trasformando la tanto teorizzata mobilità in pura e semplice immobilità.
Qualcuno (fabbricanti di auto, petrolieri, società concessionaria delle autostrade) ne trarrà beneficio. I nostri polmoni no.
Naturalmente la mobilità per l'oro è solo quella motorizzata. Di decongestionare le strade già esistenti non se ne parla, molto meglio far girare un'economia asfittica con nuovi appalti (che magari poi producono consistenti finanziamenti ai partiti).

C'è solo da sperare che il petrolio finisca presto, e che la crisi economica sia sempre più pesante. Così gli italiani capiranno che ci si può muovere meglio con mezzi molto più efficienti dal punto di vista energetico e meno costosi, sia economicamente che dal punto di vista ambientale.